
Ogni gennaio ci arriva la stessa telefonata: “Ho sentito che c’e’ il nuovo bonus infissi 2026, come funziona la detrazione?”. E ogni volta la risposta comincia con un “dipende” che a chi chiama non piace mai sentire. Pero’ e’ la verita’, e preferiamo dirla subito.
Le percentuali cambiano ogni anno. I requisiti pure. E quello che valeva nel 2023 o nel 2024 nel 2026 non vale piu’. In vent’anni di cantieri tra Roma e provincia abbiamo visto clienti risparmiare bene e altri perdere il diritto alla detrazione per una virgola sbagliata sul bonifico. Proviamo a spiegare come stanno le cose adesso, senza promesse gonfiate.
Cosa e’ cambiato con il bonus infissi 2026
Rispetto agli anni d’oro del 110% e delle aliquote piene, la situazione si e’ ridimensionata parecchio. Nel 2026 la detrazione sui serramenti resta, ma con percentuali piu’ contenute e differenziate a seconda che l’immobile sia prima o seconda casa. La logica del legislatore, semplificando, e’ questa: incentivare ancora l’efficienza energetica ma senza gli eccessi del passato.
La detrazione funziona sempre allo stesso modo: recuperi una parte della spesa sostenuta in dieci quote annuali, tramite dichiarazione dei redditi. Non e’ uno sconto in cassa, non e’ un rimborso immediato. E’ un credito d’imposta spalmato nel tempo, che ti torna indietro solo se hai una capienza fiscale sufficiente. Chi ha una pensione bassa o pochi redditi dichiarati, spesso non riesce a recuperare tutto.
Questo e’ il primo punto che chiariamo sempre in showroom: prima di firmare un preventivo, fai due chiacchiere con il tuo commercialista. E’ gratis o quasi, e ti evita brutte sorprese.
Chi puo’ accedere alla detrazione e su cosa
Il bonus copre la sostituzione di infissi esistenti con nuovi serramenti a piu’ alte prestazioni energetiche. Non copre la prima installazione su un immobile nuovo, non copre la sostituzione con prodotti meno performanti di quelli che c’erano prima. Il concetto e’: stai migliorando la casa dal punto di vista termico, lo Stato ti aiuta.
Rientrano tipicamente:
- Sostituzione di finestre e porte-finestra con serramenti a taglio termico e vetri basso emissivi
- Interventi che includono anche cassonetti, oscuranti e sistemi di schermatura se collegati al serramento
- Opere accessorie di muratura, smaltimento vecchi infissi, prestazione professionale
Che tu scelga infissi in PVC, alluminio a taglio termico o legno-alluminio non fa differenza ai fini del bonus, purche’ rispettino i valori di trasmittanza termica richiesti dalla zona climatica di Roma. Su questo il rivenditore serio ti da’ subito la scheda tecnica del prodotto.
I numeri concreti: quanto costa, quanto torna indietro
Facciamo un esempio realistico. Un appartamento tipico romano da 90 metri quadri, cinque finestre e una porta-finestra da sostituire. Ecco fasce di prezzo aggiornate a agosto 2026, chiavi in mano (fornitura, posa, smontaggio, smaltimento):
| Materiale | Spesa totale indicativa | Prestazione termica |
|---|---|---|
| PVC | 5.500 € – 8.500 € | Ottima |
| Alluminio taglio termico | 7.500 € – 11.000 € | Molto buona |
| Legno-alluminio | 10.000 € – 15.000 € | Eccellente |
Su una spesa di 8.000 euro, quanto ti torna indietro col bonus? Dipende dall’aliquota applicabile alla tua situazione e dalla tua capienza fiscale. Il beneficio si spalma in dieci anni, quindi ogni anno ti detrai una quota nella dichiarazione dei redditi. Il commercialista, davanti al tuo 730 o Modello Redditi, ti dice in cinque minuti se ce la fai a recuperare tutto o se una parte si perde.
Gli errori che vediamo piu’ spesso (e che fanno saltare il bonus)
Qui ci teniamo a essere onesti, perche’ abbiamo visto persone perdere migliaia di euro di detrazione per distrazioni evitabilissime.
Il bonifico sbagliato. E’ l’errore numero uno. Se paghi con bonifico ordinario invece che con quello “parlante”, con causale specifica e riferimento alla normativa, la detrazione salta. Se dai l’acconto in contanti o con assegno, quella parte non e’ detraibile. La banca deve applicare la ritenuta d’acconto: se non la applica, qualcosa non torna.
La comunicazione ENEA dimenticata. Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, quando l’intervento e’ di efficientamento energetico, va trasmessa la pratica sul portale ENEA. Se la scadenza scade, ci sono procedure di ravvedimento ma non sempre funzionano. E’ un passaggio banale, ma se te lo dimentichi rischi grosso.
Le fatture generiche. “Lavori vari di installazione” non basta. La fattura deve indicare chiaramente il tipo di intervento, i prodotti, la posa. Un rivenditore che ti dice “tranquillo, faccio io” senza spiegarti come emette fattura, e’ un rivenditore da cui stare lontani.
La cessione del credito o lo sconto in fattura. Nel 2026 le possibilita’ di sconto immediato in fattura sono molto piu’ limitate rispetto agli anni scorsi. Non sempre e’ possibile, non tutte le aziende lo offrono e i costi finanziari possono ridurre il vantaggio. Se qualcuno ti promette lo “sconto 100% subito” con troppa facilita’, chiedi carta canta.
Roma: attenzione ai vincoli locali
Un capitolo a parte per chi abita in centro, in zone soggette a vincolo paesaggistico o in palazzi tutelati dalla Soprintendenza. Il bonus fiscale e’ una cosa, i permessi comunali sono un’altra. Nel centro storico, ai Parioli, in certe zone dell’Aventino o in edifici di pregio, spesso non puoi cambiare il materiale del telaio o il colore. Il legno resta legno, il verniciato rimane verniciato con quella tonalita’ precisa.
Prima di ordinare il materiale, il tecnico deve verificare cosa e’ consentito. Abbiamo visto clienti scegliere infissi bellissimi in showroom e poi doverli restituire perche’ il Comune non li approvava. Nel dubbio, si parte dall’ufficio tecnico del Municipio o si chiede a un geometra di fiducia.
Anche il condominio ha la sua voce. Se cambi le persiane o le tapparelle su una facciata comune, spesso serve la delibera dell’assemblea. Non e’ complicato, ma va fatto prima.
Cosa portare in showroom per un preventivo utile ai fini fiscali
Quando vieni a trovarci in Via Appia Pignatelli, per farti un preventivo che tenga conto del bonus servono poche cose: le misure di massima (o l’indirizzo per un sopralluogo gratuito), la visura catastale per capire prima o seconda casa, un’idea del budget. Ti diciamo subito che prodotti rientrano nelle prestazioni richieste dalla normativa, quali no, e quanto costa la differenza.
Non promettiamo miracoli sui rimborsi. Ti diamo i numeri come sono, e il conto finale lo fai tu col commercialista. Se poi decidi di procedere, ci occupiamo noi della documentazione tecnica: scheda del prodotto, dichiarazione di conformita’, asseverazione dove serve, supporto per la pratica ENEA.
Un ultimo consiglio pratico: non aspettare dicembre. A fine anno tutti corrono per chiudere i lavori e far rientrare la spesa nell’anno fiscale in corso. I tempi di consegna dei serramenti su misura sono tipicamente di 4-8 settimane, la posa aggiunge qualche giorno. Se parti a ottobre-novembre rischi di sforare. Meglio muoversi con calma tra primavera ed estate.
Avviso importante. Le informazioni di questo articolo sono aggiornate ad agosto 2026 e hanno carattere generale. Aliquote, massimali, requisiti e scadenze dei bonus edilizi cambiano spesso e possono essere modificati anche in corso d’anno. Prima di firmare qualunque contratto, verifica sempre la tua situazione con un commercialista o un tecnico abilitato e consulta le fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate, ENEA, il tuo Comune). A Roma, in piu’, controlla eventuali vincoli paesaggistici, regolamenti del Municipio e delibere condominiali. Noi possiamo aiutarti sulla parte tecnica e di prodotto: per la parte fiscale serve sempre il parere del tuo consulente di fiducia.
Domande frequenti
Quanto si risparmia davvero con il bonus infissi 2026?
Dipende dall’aliquota a cui rientri e dal tuo reddito. Nel 2026 le percentuali di detrazione sui serramenti sono generalmente piu’ basse rispetto agli anni passati e sono legate al tipo di immobile (prima casa o seconda). Su una spesa di 8.000 euro, il rimborso reale in dieci anni puo’ variare parecchio: chiedi sempre una simulazione al tuo commercialista prima di firmare.
Il bonus infissi 2026 vale anche per la seconda casa?
In genere si’, ma con aliquote piu’ basse rispetto all’abitazione principale. La normativa negli ultimi anni ha progressivamente ridotto le percentuali per gli immobili diversi dalla prima casa. Se stai ristrutturando la casa al mare a Ostia o un appartamento affittato, verifica bene con un tecnico abilitato prima di partire con i lavori.
Serve il bonifico parlante per ottenere la detrazione?
Si’, e’ obbligatorio. Devi pagare con bonifico bancario o postale “parlante”, cioe’ che riporti causale della normativa, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’azienda. Se paghi in contanti o con bonifico ordinario, la detrazione salta. E’ l’errore piu’ comune che vediamo: attenzione anche agli acconti pagati prima dell’inizio lavori.
Devo mandare la comunicazione all’ENEA anche nel 2026?
Si’, quando l’intervento sugli infissi rientra nella detrazione per efficientamento energetico serve la trasmissione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori, tramite il portale dedicato. E’ un passaggio obbligatorio: senza quella comunicazione la detrazione decade, anche se hai fatto tutto il resto correttamente. Ce ne occupiamo noi o il tuo tecnico.







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